Gilles Lalay e touareg – olio su tela – 70×50 cm
950,00 €
Un tributo a Gilles Lalay, grande campione dell’off-road e vincitore della Dakar, ritratto al comando su una Honda bicilindrica ufficiale mentre si volta a cercare eventuali inseguitori. Dal nulla compare un tuareg che osserva e prova a decifrare il roadbook, allora unico strumento di orientamento: una lingua fatta di simboli e numeri, incomprensibile a chi è abituato a “disegnare la strada” sulla sabbia, sapendo che il vento la cancellerà subito.
Descrizione
Dettagli
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Tecnica: olio su tela
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Dimensioni: 70 × 50 cm
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Anno: 2022
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Firma: sul fronte
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Soggetto: Gilles Lalay nel deserto con la Honda ufficiale: davanti solo sabbia e roadbook, osservato da un touareg
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Esemplare: pezzo unico
- Prezzo: 950 euro
Questo dipinto sembra una fotografia rubata all’epoca in cui la Parigi-Dakar era ancora un viaggio estremo, più vicino a una spedizione che a una gara. L’orizzonte è vuoto, il terreno è infinito, e la scena racconta quella sensazione tipica del deserto: puoi essere primo… ma rimanere comunque solo.
Al centro c’è Gilles Lalay, uno dei grandi protagonisti del fuoristrada in moto, vincitore della Dakar nel 1989. Qui è raffigurato in sella alla Honda ufficiale bicilindrica, una “marathon racer” nata per resistere e correre insieme, con il pilota che guida ma allo stesso tempo naviga, calcola, gestisce. È davanti, in controllo, eppure si gira: un gesto naturale e umano, quello di chi vuole capire se dietro sta arrivando qualcuno… o se il deserto ha già inghiottito tutto.
La seconda anima del quadro è sulla sinistra: un tuareg appare come un’ombra reale e silenziosa, osserva il passaggio della moto e guarda quel foglio pieno di segni. È il roadbook, che negli anni “eroici” era davvero la bussola del raid: simboli, distanze, note di pericolo e direzione, un alfabeto tecnico che decideva la tappa tanto quanto la velocità. Ed è qui che l’opera diventa quasi poetica: il tuareg prova a leggerlo, ma appartiene a un altro modo di orientarsi, fatto di esperienza, memoria del territorio e segni tracciati nella sabbia… segni destinati a sparire al primo soffio di vento.
Il dipinto non celebra solo un campione: celebra un’idea di avventura. E la rende ancora più intensa ricordando che Lalay se n’è andato troppo presto. Morì il 7 gennaio 1992, durante la Parigi–Città del Capo, in un incidente su un tratto di trasferimento in Congo, in seguito a una collisione con un veicolo dell’organizzazione/assistenza medica. Un destino duro, quasi assurdo, che oggi rende questa immagine ancora più potente: un uomo solo nel deserto, in fuga verso il prossimo orizzonte.
Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | 80 × 60 × 2 cm |
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